Storia del paziente

Paralisi cerebrale, Femminile, 3 anni, novembre 2019

Pubblicato

DiagnosiSessoEtàNazionalità
Paralisi cerebraleFemminile3 anniPolacca
IniezioniTipo di celluleData di ammissioneData di dimissione
8UCMSC6 novembre 201928 novembre 2019

Anamnesi

Alla nascita la paziente aveva avuto un’insufficienza respiratoria e circolatoria che aveva causato un ictus ischemico, una grave asfissia cerebrale ed edema cerebrale. L’attività cerebrale era compromessa ed era stata formulata la diagnosi di paralisi cerebrale.

Condizioni all’ammissione

Al ricovero lo sviluppo generale era ritardato e la paziente non riusciva a girarsi, gattonare, sedersi, stare in piedi o camminare. Da seduta manteneva la testa soltanto per pochi secondi e, a causa del nistagmo, non riusciva a seguire gli oggetti con lo sguardo. Presentava spasticità da moderata a grave a tutti e quattro gli arti e scarsa funzionalità delle mani. Aveva fino a quattro crisi epilettiche al giorno e non comunicava verbalmente.

Programma di trattamento

La paziente ha ricevuto 8 unità di cellule staminali mesenchimali derivate dal cordone ombelicale (UCMSC), somministrate per via endovenosa (EV) e intratecale secondo il programma riportato di seguito. Ha inoltre seguito un programma terapeutico quotidiano comprendente fisioterapia, terapia occupazionale, ossigenoterapia iperbarica e stimolazione magnetica transcranica.

NumeroDataTipo di celluleMetodo di somministrazioneEffetti collaterali
18 novembre 2019UCMSCIniezione endovenosanessuno segnalato
211 novembre 2019UCMSCIniezione intratecale & Iniezione endovenosanessuno segnalato
315 novembre 2019UCMSCIniezione intratecalenessuno segnalato
419 novembre 2019UCMSCIniezione intratecalenessuno segnalato
522 novembre 2019UCMSCIniezione intratecale & Iniezione endovenosanessuno segnalato
625 novembre 2019UCMSCIniezione intratecalenessuno segnalato

Condizioni alla dimissione

Alla dimissione erano già visibili alcuni miglioramenti. Da seduta riusciva a mantenere la testa per oltre 30 secondi e a muoverla per seguire una sorgente luminosa. Per la motricità grossolana necessitava ancora del massimo sostegno a causa del tono muscolare anomalo, del riflesso tonico simmetrico del collo, della scarsa motilità degli arti e del ridotto controllo di collo e tronco. Talvolta tentava tuttavia di girarsi autonomamente. La spasticità delle mani era passata da moderata/grave a lieve/moderata, permettendole di afferrare meglio gli oggetti con assistenza.

Condizioni 3 mesi dopo il trattamento

Tre mesi dopo la dimissione, la famiglia riferiva un migliore controllo della testa e una maggiore capacità di afferrare gli oggetti. La madre ha dichiarato: «Mia figlia ha mostrato molti cambiamenti positivi, osservati anche da fisioterapisti e medici. Il controllo della testa è migliorato molto e notiamo un piccolo progresso nel controllo del tronco. La spasticità si è ridotta soprattutto nelle gambe. Reagisce maggiormente al mondo circostante e sorride più spesso. Notiamo anche un appetito migliore e maggiore facilità nell’alimentazione. L’unico aspetto che ci preoccupa è l’aumento delle crisi, ma speriamo che col tempo migliori anche questo». I progressi continuavano gradualmente. La famiglia ha partecipato alla valutazione di follow-up a tre mesi, di cui segue un estratto:

SintomoValutazione del miglioramento
Miglioramento delle condizioni fisiche generaliMiglioramento moderato
AppetitoMiglioramento significativo
EquilibrioLieve miglioramento
ScialorreaLieve miglioramento
Controllo della testaMiglioramento significativo
Movimenti involontariLieve miglioramento
Disturbo dell’umoreLieve miglioramento
Escursione articolareLieve miglioramento
SpasticitàMiglioramento moderato
LinguaggioLieve miglioramento
DeglutizioneMiglioramento moderato
Forza muscolare del troncoMiglioramento moderato
DeambulazioneMiglioramento moderato
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